Pubblicato da: Raul Sapora | maggio 17, 2008

Il mio regalo per i tuoi sette anni bambina mia…

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Sei il sorriso di tutti i fiori
sei la voce delle nuvole
sei le foglie e il vento nel bosco
sei la neve che cade su di me
sei volo di rondine
sei l’azzurro sopra i monti e poi

Sei la luna in mezzo al mare
sei un cristallo di felicità
sei l’onda che viene e va
Sei tutta la vita che in un albero cerca il sole
Sei momento e eternità
E sei solo tu
Bambina mia

Sette anni fà arrivavi tu e cambiava il mondo. Non il mondo di tutti: il mio. Improvvisamente si popolava di suoni, colori, profumi completamente diversi, quel mondo che avevo sempre conosciuto. Improvvisamente era più bello, aveva un senso, una ragione, un motivo per essere felici che non fosse la sola gioia di esser vivi: c’eri tu, e del resto poco importava. La cosa fondamentale era averti in braccio, osservarti, studiare ogni piccolo movimento, attendere messianicamente ogni tuo interfacciarti alla vita, al tempo, alla tua casa, a me. Ricordo come e quanto dormivi sdraiata sulla mia pancia. Ricordo come ti abbandonavi, come lasciavi cadere le braccia quando ti prendevo. Ricordo le canzoni che ti cantavo per farti addormentare, che tu ricambiavi quasi sempre con quello per cui erano state pensate, il tuo abbandonarti serenamente ad un sonno profondo. Quando fosti ricoverata ad Orbetello e mamma me ne diede notizia, percorsi la strada che separa Terni da Orbetello in meno di un’ora: mi ripagasti, quando entrai nell’ospedale, con un sorriso che rimarrà per sempre dentro di me, come una certezza incrollabile: un sorriso felice, pieno di gioia come sono tutti i tuoi sorrisi.

Ricordo con un pizzico di paterno orgoglio il momento in cui pronunciasti la tua prima parola: eravamo andati al cinema, io e mamma, e al ritorno eravamo venuti a prenderti a casa di nonna; quando sei entrata in macchina, avvolta nella tua copertina, hai aperto gli occhi, hai sorriso, mi hai mandato dei baci e hai detto: “Bapà!”. In quel preciso istante ho interpretato la vita ed il mondo come una tua emanazione, e tu sei divenuta il centro pulsante di ogni sensazione e di ogni mio pensiero. Il giorno, amore mio, inizia e finisce con te.

Ricordo ogni tuo abbraccio, ogni tuo sorriso. Ricordo il rispetto e le attenzioni che mi hai sempre portato, con quella sensibilità che a volte mi spaventa in una creatura che compierà i suoi sette anni fra pochi giorni. In effetti, il pensiero di essere tuo padre mi riempie di orgoglio e di gioia. Ogni istante vissuto senza di te, è vuota malinconia.

Per il tuo compleanno volevo fare qualcosa che rimanesse nel tempo. I regali di latta e lustrini finiscono in un cassetto, dimenticati. Io, oggi 30 maggio 2008, ti regalerò una canzone. Forse ti accompagnerà sempre, forse risuonerà dentro di te anche quando sarai soprappensiero. Forse la canticchierai camminando, al mattino sotto la doccia, mentre farai sport, mentre aspetterai in una delle tante file che la vita ti riserverà. Forse, un giorno, la canterai a tua figlia, e rivedrai i miei occhi, che si illuminano, e si illumineranno sempre, ogni volta che ti vedono.

BUON COMPLEANNO BAMBINA MIA!

Il tuo papà

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